In questa paziente, già operata con tecnica chiusa, è evidente un complesso di grossolane asimmetrie ed irregolarità della punta, legate a resezioni erronee delle cartilagini. L’evidente torsione si accompagna ad una residua deviazione del setto, mai corretta, cui consegue la difficoltà respiratoria. Il “tetto aperto” si correla alla raspata del gibbo originale, cui però non è conseguita alcuna osteotomia per chiuderlo. Nel profilo, il setto residuo appare ancora troppo alto. Si tratterà anche qui di condurre una rinosettoplastica “strutturale”, ripristinando per quanto possibile armonia e proporzioni tra le strutture omesse e quelle resecate in eccesso. Sarà necessario simmetrizzare le cartilagini della punta e ripristinare linee più armoniche del dorso. In casi siffatti, non è di solito possibile correggere in ogni sua parte il danno subito, e quindi tornare esattamente a quello che avrebbe potuto essere il risultato appropriato di una rinoplastica primaria correttamente condotta. Peraltro, resta comunque possibile un ampio grado di miglioramento. Sarà da considerare probabile l’ipotesi di prelievo di cartilagine dalla costa, oltre a quanto ancora disponibile dal setto. Il dorso sarà ripristinato, dopo simmetrizzazione ossea, con innesti di cartilagine “a dadini” (“diced cartilage fascia”) avvolta in fascia temporale, di dimensioni accuratamente misurate. Le foto postoperatorie sono a 12 mesi dall’intervento, ed è ancora visibile una quota di residuo gonfiore, legata all’utilizzo di innesti costali. Ciò migliorerà ancora fino anche ai 18 mesi dall’intervento.





