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Primaria

In questo paziente, punta e dorso sono asimmetrici e deviati, e le cartilagini visibili attraverso la cute sottile. Nel profilo, la radice è scavata e la punta poco sostenuta. E’ ovvio che anche qui non è certo sufficiente una rinoplastica “standard” con la rimozione del gibbo e la frattura chirurgica delle ossa nasali. SI tratta invece di eseguire una accurata rinosettoplastica “strutturale”, ridistribuendo gli elementi rimossi dalle zone di eccesso ed aggiungendo innesti di cartilagine e fascia ove necessario. L’approccio “open” è insostituibile in questo senso, data la perfetta visione che consente e la possibilità di posizionare innesti sottili ed invisibili attraverso la cute esattamente dove serve. L’intervento è certamente più lungo ed assai più sofisticato, ma la perdita di sangue pressoché nulla. Il dolore nel postoperatorio assente, ed i risultati stabili nel tempo.

La deviazione e la sproporzione/asimmetria della punta sono state corrette.
La punta è stata triangolarizzata, e la base della columella ristretta.
I due “duomi” (‘domes’) delle cartilagini alari sono stati simmetrizzati ed armonizzati con l’impiego di innesti provenienti dalla porzione più alta delle stesse cartilagini.
Nei trequarti, è evidente il miglioramento delle proporzioni tra radice, dorso e punta.
Il profilo è migliorato, in modo idoneo ad un naso maschile che debba apparire naturale.
Nella visione dall’alto, la deviazione è corretta.
Aspetto a due settimane, dopo la definitiva rimozione dei cerottini (steristrips).
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